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Urbi et Orbi

Posted by gaetanoamore on nov 7, 2011 in Senza categoria

 Dalle città antiche i problemi di oggi

Urbi et Orbi

Città serva e padrona dell’uomo del 2000

Come sostiene L. Malerba , nel documento Città e dintorni (2001), “noi siamo , oltre che testimoni, vittime degli errori fatti in passato nei confronti delle città”. Nel documento vengono individuati i due principali problemi che danneggiano l’ immagine della città ovvero il degrado dei centri storici il traffico. A dimostrazione di tali tesi giungono gli ultimi avvenimenti riguardanti il crollo di una villa pompeiana negli omonimi scavi campani e l’ inadeguatezza a il degrado delle strade che riguarda un po tutto il territorio italiano.

Dieci anni prima (1991)in un documento incluso nella Enciclopedia delle scienze morali , P.Geroge sosteneva che la città è un sistema che ruota attorno a tre entità: la prima è quella religiosa, espressa tramite la protezione di Dio verso il popolo che deve assolvere, dal suo canto, a dei doveri nei sui confronti come le festività (che oggi rischiano di essere annullate a causa di manovre finanziarie del governo). Ecco che in questo senso subentra la costruzione di Chiese e di edicole votive che modificano l’aspetto architettonico delle città. La seconda entità è quella politica, che viene espressa dalle forze dell’ordine ,nelle sue diverse declinazioni, e dalle figure politiche che amministrano i territori.

La terza è quella forse più importante, in quanto in sè racchiude le prime due ,cioè il mercato divenuto, negli anni, il punto di incontro delle persone. Il Mercato assume dunque la funzione dell’antica Agorà (piazza) il luogo di incontro degli antichi greci intorno alla quale ruotavano tutte le attivita sociali,religiose e politiche della poleis.

L’ evoluzione ha portato il mercato nelle periferie trasformandolo in Super-mercato. Questo concetto è espresso da M.Augè

ne :l’ incendio di parigi(2005) che scrive di una periferia salvabile dalle potenzialità del supermercato e che assolutamente non è un “non luogo”. si schiera in difesa di essa e usando tali termini sembra contrastare il concetto di periferia come “non luogo” espresso da F.Perego (1990) che descrive la periferia come un luogo brutto, disordinato, dove prevale il senso di incompiutezza e di disordine.

Le pagine deIl Mattino” del 16 Novembre 2005 riportavano un articolo di A.Galdo che identifica le periferie come un luogo funzionale, una sorta di dormitorio, un luogo che rende servizio al luogo più importante quale il centro storico. Galdo definisce le strutture della periferie come mostri di cemento da demolire.

A differenza delle visioni degli autori citati ,divisibili in quelli che si reputano servi o quelli che si reputano padroni della città, c’è la visione passionale di P.Portoghesi che nel 1990 propone di guardare la città con la giusta “pietas” perchè é ciò che abbiamo costruito nei millenni di storia e ,in bene o in male, essa rappresenta le nostre illusioni, le nostre buone intenzioni realizzabili solo e sé dalle città antiche impareremo a evitare i problemi oggi .

                                                                                                                                                                                                                            GAETANO AMORE  2011

 
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Marcia Francescana a piedi verso ASSISI

Posted by gaetanoamore on nov 7, 2011 in Senza categoria

cari amici vi do il benvenuto su questo nuovo blog …intanto vi posto il mio primo articolo dell’ altro blog …

si ricomincia !

ciao amici …oggi volevo darvi un consiglio ovvero di provare a mettersi in gioco tramite la STUPENDA esperienza della

MARCIA FRANCESCANA .

e’ un cammino verso Assisi che si intraprende percorrendo nelle proprie regioni, o nelle regioni coniugate ad altre (es. Salerno Basilicata ),nei giorni tra il 24 luglio e il 1 agosto per poi giungere con un pulman, in treno,in nave in aereo o a cavallo… fate voi …, verso la splendida cittadina che ha visto protagonista il serafico padre Francesco nelle sue vicende come ,ad esempio,l’ incontro con il lebbroso mentre passava per il lebbrosario , attuale piana dove oggi è sita la chiesa di S.Maria degli Angeli.
durante la marcia si percorrono chilometri di strada in completo senso di essenzialità,fraternità e scoperta:
1)- ESSENZIALITA’ -è data dal fatto che tutto ciò che vuoi portare grava sulle tue spalle e quanto più metti dentro al tuo zaino (immancabile compagno di viaggio) te lo porterai dietro per 10 giorni ,quindi bisogna solo portare le cose ESSENZIALI
2)- FRATERNITA’ -beh…durante il cammino della marcia e’ inevitabile non entrare in contatto e n sintonia con tanti compagni Quale esperienza migliore per conoscere altre persone se non durante un pediluvio in una bacinella dopo una camminata a dir poco stremante?
3)- SCOPERTA –  la marcia e’ come un paio d’ occhiali che si mettono al contrario …con quelli ti guardi dentro e capisci anzi SCOPRI la tua fede dov’è.La persona con la fede più salda quando si trova davanti alla fatica si chiede cose che riteneva fino al 23 luglio scontate.
Un ingrediente che non manca mai alla marcia e’ sicuramente le lacrime che sgorgano inesorabili dagli occhi dai ragazzi,ma anche chi normalmente e’ forte di carattere e non concede a nessuno la sua immagine debole nel pianto …a un certo punto scoppia trovando il gusto del pianto …sopratutto se questo viene durante una confessione rimandata da troppo tempo.                                                                     Ti starai chiedendo cosa si fa alla marcia …
1   sveglia mattutina (sempre contornata da lamenti per l’ orario ,6.30 circa)
2   colazione (abbondante anche troppo)
3   lodi mattutine (per i piu0′ forti…chi invece non ce la fa si addormenta tra i banchi della chiesa)
4   via alla marcia (sembra bello fin quando dura l’ effetto della caffeina)
5   ora di silenzio e di meditazione (i propositi ci sono tutti ma senza parlare il mondo collassa…)
6   arrivo alla cittadina ospitante(qui’ non c’e’ da dire niente…se ti accolgono con un antipastino altrimenti… )
7   pediluvio (urgentissimo!!!)
8   presa di possesso del giaciglio per la notte e sistemazione del materiale personale (tarzan dormiva più comodo)
9   doccia (aspettare il proprio turno e’ più che un piacere…un obbligo,sopratutto se ti aspetta una doccia gelata)
10  pranzo (invocato con più enfasi del Padrenostro)
11 riposino (anche questo invocato con più enfasi pero’ sta volta dell’ Ave Maria)
12 gruppi di condivisione (ci vuole uno schiaffo per farci parlare e 100 per farci tacere)
13 SS Messa (la vera carica di questa macchina)
14 preparazione del’animazione (sperate di non acchiappare il frate ballerino se no vi fa anche ballare)
15 cena (bella perche varia…se non restano pietanze del mezzogiorno)
16 animazione (e ripeto sperate di non acchiappare il frate ballerino se no vi fa anche ballare)
17 animazione (piena di imprevisti…tipo due finti monaci a Cicerale che si inventano le ballate )
18 riposo notturno (la corsa dei sacchi …scusate volevo dire la corsa NEI sacchi)
la marcia e’ questo e oltre…scusate se ho usato dei toni che facessero apparire la marcia pesante…in realtà e lo è ancor di più…ma se una persona ,che l’ ha fatta due volte da marciatore e una come componente della logistica, muore dalla voglia di rifarla …beh un motivo ci sara’…quale ?…ognuno ha il suo, per trovarlo ? chiedi a Cristo anche in corso d’ opera…anzi meglio se lo fai durante la marcia.sono stato convincente ? corri vatti a prenotare.Intanto vi  posto l’ inno della XXXI marcia francescana scritto dal mio amico e compagno di viaggio FRANCESCO LAZZARO che renda meglio l’ idea.

BUON CAMMINO                                                                           Gaetano amore

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